{"id":3037,"date":"2020-01-05T08:47:03","date_gmt":"2020-01-05T08:47:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.stefanocifiello.it\/?p=3037"},"modified":"2024-09-05T11:09:41","modified_gmt":"2024-09-05T11:09:41","slug":"l-utilizzatore-di-sostanze-nocive","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.stefanocifiello.it\/?p=3037","title":{"rendered":"L&#8217;utilizzatore di sostanze nocive"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>L\u2019uomo si veste, si nutre, alloggia perch\u00e9 non pu\u00f2 fare altrimenti; ma detto questo, potrebbe nutrirsi, alloggiarsi, vestirsi diversamente da quello che fa. Le giravolte della moda lo dicono in modo diacronico, le opposizioni della gente, in ogni istante del passato e del presente, in modo sincronico.&nbsp; <\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Fernand Braudel<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button\"><a class=\"wp-block-button__link wp-element-button\" href=\"https:\/\/www.stefanocifiello.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/dipendenza_2.pdf\">scarica l&#8217;articolo in pdf<\/a><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:100px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">1 &#8211; Introduzione<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Manca a oggi una teoria generale sul fenomeno \u201cutilizzo di Sostanze Nocive o d\u2019Abuso (1)\u201d che lo affranchi da una singola visione disciplina. Molti studiosi e operatori dell\u2019intervento, afferenti a differenti discipline, concordano nel ritenere che tale comportamento sia determinato da una Dipendenza patologica. Si propone qui al contrario che usare una sostanza nociva non \u00e8 semplicemente assumerla, cio\u00e8 non ha a che fare solo con la chimica della sostanza e la biologia di un corpo umano, ma farlo come individuo in un preciso momento storico. Nell\u2019analizzare la scelta di utilizzarla e gli effetti che produce dovranno essere prese in considerazione, sia la dimensione immaginaria, sia quella simbolica, in cui agisce l\u2019utilizzatore, che acquisiranno cos\u00ec un\u2019importanza fondamentale, ben superiore alla Chimica e alla Biologia, al fine della comprensione del fenomeno stesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo lavoro si cercher\u00e0 d\u2019illustrare una costruzione teorica da cui emerge che l\u2019uso di una sostanza nociva, con finalit\u00e0 di Addiction, dipende da un insieme variegato di significati attribuiti a essa dall\u2019individuo utilizzatore e d\u2019aspettative che egli immagina di raggiungere col suo uso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Dipendenza, di cui si tratter\u00e0 qui, ha a che fare con la storia anche inconscia dell\u2019individuo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">2 \u2013 Dipendenza \u2026 da sostanze<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi si parla spesso di Dipendenze Patologiche, contemplando in questo insieme anche comportamenti in cui non \u00e8 presente l\u2019uso di sostanze nocive (2), perch\u00e9 a livello neuro-biologico sono state scoperte attivazioni cerebrali simili, o pi\u00f9 semplicemente perch\u00e9 si \u00e8 scelto di accomunarle facendo \u201cdi tutte le erbe un fascio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le Dipendenze patologiche da sostanze (e a maggior ragione le altre) si potranno considerare simili, solo agli occhi\u201d della Medicina o della Biologia, non nella percezione e descrizione del singolo utilizzatore. Gli effetti sull\u2019individuo, divenuto sensibile ad una sostanza, sono noti ed evidenti agli studiosi, meno, molto meno a chi le usa. Essi lo fanno e non lo sanno! O lo intuiscono, ma non con una consapevolezza piena. La Medicina e la Biologia credono che l\u2019utilizzatore percepisca a pieno, o sappia valutare con precisione gli effetti sul corpo-mente dell\u2019uso di una sostanza, ma il pi\u00f9 delle volte non \u00e8 cos\u00ec, anzi spesso, troppo spesso l\u2019utilizzatore ne ha una percezione, ma confusa e acquisita attraverso l\u2019appropriazione di frammenti sconnessi di sapere medico, resi palesi agli altri in una descrizione spesso stereotipata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sapere medico e Sapere dell\u2019utilizzatore si rispecchiano l\u2019uno nell\u2019altro, entrambi paradossalmente estranei all\u2019attivit\u00e0 di uso intrapresa e ai relativi effetti intrapsichici nel singolo. Medico e Utilizzatore sono due facce della stessa medaglia entrambi intenti a contemplare l\u2019effetto \u201coggettivo\u201d di un farmaco, che oggettivo non \u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esiste certo una condizione iniziale comune nell\u2019uso di tutte le sostanze nocive, che a maggior ragione differenzia la Dipendenza patologica da sostanze dalle altre supposte Dipendenze. L\u2019utilizzatore deve essere in grado di Sentire quella determinata sostanza: questa deve raggiungere le cellule del suo Sistema Nervoso. Questo incontro fra individuo e sostanza non \u00e8 per\u00f2 mai immediato (come nei topi di un laboratorio) ma sempre mediato da comportamenti, costumi, usanze e leggi, determinate socialmente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 semplice accedere alle sostanze nocive, anche perch\u00e9 la loro assunzione oggi si configura, a differenza di quanto accadeva in un passato anche recente, con tratti sempre pi\u00f9 negativi. La Prima Affermazione quindi da condividere \u00e8 ovvia, ma ugualmente importante: \u201cChi utilizza una sostanza nociva ha sensibilizzato con un training complesso e rischioso il suo corpo-mente a essa: \u00e8 diventato Sensibile alla\/e sostanza\/ e che usa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019esposizione a una Sostanza Nociva determina nell\u2019individuo Sensibile un\u2019attivazione psicofisica specifica della sostanza (eccitazione o rilassamento) e un effetto di piacere. Il considerare piacevole utilizzare una sostanza nociva, presuppone che si sia realizzato per il singolo un preciso nuovo funzionamento dell\u2019apparato corpo-mente. Cos\u00ec che un individuo, che la usa occasionalmente e la trova accettabile, \u00e8 Sensibile alla sostanza allo stesso modo, anche se non allo stesso grado, di chi ne fa un uso continuato negli anni. A questo diverso grado di sensibilit\u00e0 un variegato insieme di discipline scientifiche ha assegnato progressivamente, ma in modo errato, il nome di Dipendenza patologica da sostanze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il DSM (nella forma oggi usuale IV-TR e in quella innovativa V), mediando da un insieme di conoscenze sperimentali tratte dalla Biologia, riconosce come patologico l\u2019uso di alcune sostanze. Fa riferimento a due Criteri maggiori:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp; Tolleranza: a) Il bisogno di dosi pi\u00f9 elevate; b) Un effetto diminuito nel tempo con l\u2019uso della stessa quantit\u00e0 di sostanza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Astinenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Tolleranza descrive il fenomeno per cui negli utilizzatori, al trascorrere dei mesi e degli anni, la quantit\u00e0 di sostanza nociva necessaria per ottenere il medesimo effetto aumenta. Rileva una condizione che si determina in ogni organismo, a fronte della presenza continua di una sostanza estranea, ma non letale. E\u2019 dimostrabile a livello empirico, sin dal passato storico. Tuttavia, se c\u2019\u00e8 Tolleranza, non consegue che l\u2019organismo o la mente umana a esso eventualmente collegata, desideri \u201cdi pi\u00f9\u201d detta sostanza o che essa sia pi\u00f9 appetibile o che l\u2019individuo, ne avverta maggiormente il bisogno, per funzionare adeguatamente. Si diventa tolleranti a un antibiotico, ma non risulta che ci\u00f2 sia in s\u00e9 una Dipendenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo criterio: l\u2019Astinenza, \u00e8 da intendere come lo sperimentare una serie di disturbi psico-fisici, dovuti a una Reazione Avversa dell\u2019organismo all\u2019assenza di detta sostanza. Non si tratta solo di avere \u201cvoglia di assumere\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Astinenza ha una dimensione maggiormente attiva, se confrontata con la Tolleranza, ma rispetto all\u2019appetibilit\u00e0 funge, per usare un termine desueto, come Rinforzo Comportamentale: \u201cValutato che sto male, se non faccio quella qual cosa, allora la faccio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se questi sono i due criteri, che il DSM propone per definire la Dipendenza da sostanze, se \u00e8 pur vero che i singoli individui sensibili alla sostanza si espongono a quantit\u00e0 diverse nel tempo, non si pu\u00f2 dimostrare che la motivazione iniziale all\u2019assunzione sia determinata dalla Dipendenza stessa, che si manifester\u00e0, secondo questi criteri, eventualmente solo dopo un\u2019assunzione continuata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Seconda Affermazione, che si pu\u00f2 condividere, \u00e8 ancora ovvia: \u201cLa Dipendenza da una sostanza, se esiste, \u00e8 un fattore rinforzante, non motivante\u201d. In particolar modo, la paura di entrare in Crisi di Astinenza, \u00e8 diventato l\u2019alibi, che ogni assuntore di sostanze nocive utilizza, ben ratificato dalla Medicina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 ben noto che il DSM propone una visione descrittivo, statistica della Malattia Mentale e questo vale anche per la Dipendenza da sostanze! Il binomio Astinenza, Tolleranza nel DSM-IV sembra sostenere di per s\u00e9 l\u2019azione di utilizzarle, lasciando per\u00f2 inesplicato il modo e la storia con cui le usa \u00e8 stato agguantato dalle pale di un tale mulino, che una volta attivato pu\u00f2 diventare pericoloso, ma che, per restare in metafora, ha bisogno di un vento per muoversi. Che vento attiva il mulino e vi spinge contro l\u2019individuo? \u00c8 questa la questione cui si deve trovare risposta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La dipendenza, di cui vogliamo trattare, \u00e8 quindi qualcosa di differente dalla Dipendenza da Sostanza, come si costruisce nel DSN IV-TR. La Terza Affermazione, da condividere, \u00e8 meno ovvia delle precedenti. Si vuole qui affermare, che la Dipendenza \u00e8 un modo particolare con cui l\u2019individuo si relaziona con la realt\u00e0, prima ancora che con la Sostanza Nociva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">3 &#8211; Come e perch\u00e9 si diventa utilizzatori di sostanze nocive<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La descrizione del modo con cui s\u2019inizia a utilizzare una sostanza nociva \u00e8 relativamente semplice, stabile e comune a tanti, se non a tutti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp; * La sostanza nociva \u00e8 un oggetto proibito, che presenta, oggi pi\u00f9 di ieri, ma sempre: costi, stigmi sociali anche morali, limitazioni normative etc. che il giovane o il neofita deve superare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp; * Tutto ci\u00f2 a fronte di un utilizzo ampio, evidente e apparentemente pi\u00f9 libero del medesimo oggetto da parte di individui particolarmente significativi (compagni pi\u00f9 grandi, adulti di riferimento) o emergenti nella societ\u00e0 (persone ricche, importanti, famose, celebri etc.).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Utilizzare una sostanza nociva in molti individui pu\u00f2 essere il segno che si \u00e8 in grado di compiere un passo evolutivo (che per\u00f2 non \u00e8) da una condizione inferiore a una superiore; pi\u00f9 precisamente da una condizione infantile a una pi\u00f9 adulta, da una condizione limitata, a una pi\u00f9 libera (che per\u00f2 libera non \u00e8). Non \u00e8 solo l\u2019assunzione mimica di un comportamento di moda o comune. Se utilizzare una sostanza nociva \u00e8 un comportamento consentito agli individui \u201cpi\u00f9 adulti\u201d, utilizzandola si diventa Pi\u00f9 Grandi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 poi un altro elemento, che va considerato: il neo-utilizzatore \u00e8 ben consapevole che usare una sostanza nociva non \u00e8 facile: richiede capacit\u00e0, competenza e resistenza. \u00c8 duro utilizzarla in particolar modo all\u2019inizio, non \u00e8 immediatamente piacevole, anzi pu\u00f2 essere spiacevole e o pericoloso. Perci\u00f2 \u00e8 \u201cda duri\u201d saper utilizzare una sostanza nociva, giacch\u00e9 quell\u2019azione, che s\u2019impara, si situa nel Fare con Fatica e Difficolt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci vuole impegno per imparare a usare una sostanza nociva, tanto che assumerla diventa per qualcuno un vero e proprio Rito di Passaggio anche se implicito, che consente un elevamento di status. Coll\u2019aderire al rito si manifesta una precisa volont\u00e0 di essere assimilati al gruppo sociale che lo propone. C\u2019\u00e8, da parte del candidato al rito, una volont\u00e0 d\u2019integrazione, come in chi glielo propone. Sembra manifestarsi una necessit\u00e0 implicita di essere misurati e assimilati a comportamenti, valori intesi come \u201cadeguati\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riassumendo, nell\u2019utilizzare una sostanza nociva nel giovane o nel neofita si concentrano varie considerazioni:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp; La condizione esistenziale che egli sta vivendo \u00e8 difficile o, come si dice, stressante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp; Lo stato di Pi\u00f9 Grande \u00e8 ugualmente stressante, ma se acquisita, essa pu\u00f2 far accedere a comportamenti gratificanti e piacevoli, non ultimo la possibilit\u00e0 d\u2019attuare anche impunemente comportamenti negativi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 accade, perch\u00e9 in certi individui, ed \u00e8 qui l\u2019aspetto pi\u00f9 importante da rilevare, le idee di piacere, di trasgressione e di libert\u00e0 vanno di pari passo, o per meglio dire, l\u2019idea di libert\u00e0 si struttura solamente come trasgressione, quindi non c\u2019\u00e8 libert\u00e0 senza difficolt\u00e0 e senza opposizione degli altri, senza fatica, forse anche senza punizione. C\u2019\u00e8 libert\u00e0, non perch\u00e9 si \u00e8 fatta la cosa che si \u00e8 trovata giusta per s\u00e9, ma la libert\u00e0 \u00e8 (per costoro) far cose un po\u2019 diverse, un po\u2019 proibite, trasgressive appunto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019essere Pi\u00f9 Grande \u00e8 per il giovane, ma solo per lui, perch\u00e9 una volta adulti \u00e8 ben altra cosa, chi pu\u00f2 fare, consumare, chi ha accesso libero a ci\u00f2 che vuole e soprattutto agli oggetti proibiti per gli altri. Poich\u00e9 questi oggetti rimarranno proibiti, negativi, malvagi, se lo sono, ma l\u2019essere Adulti fa s\u00ec che a essi in qualche modo si possa accedere. Cos\u00ec credono i giovani \u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 un ultimo aspetto che deve essere preso in considerazione. L\u2019utilizzare una sostanza nociva \u00e8 una condizione gregaria, s\u2019impara con altri, grazie all\u2019esempio di altri significativi: ragazzi\/ e di poco pi\u00f9 grandi o pi\u00f9 disinibiti, attraverso un processo pi\u00f9 che imitativo, emulativo. Trova cos\u00ec ulteriore conferma l\u2019idea, che si svilupper\u00e0 pi\u00f9 avanti, per cui un trattamento efficace, per superare l\u2019uso di sostanze nocive , dovr\u00e0 toccare l\u2019identit\u00e0 dell\u2019utilizzatore, l\u2019immagine che egli ha di se stesso, non per farlo approdare a una Non Immagine: \u201cSono un non-utilizzatore\u201d (3), ma una Nuova Immagine di S\u00e9. E tutto ci\u00f2 richieder\u00e0 il suo tempo, anche solo per raccontarlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questa concezione, se la sostanza nociva rappresenta un Eccesso Negativo, cui dover aderire, l\u2019informazione sui danni determinati da tale comportamento non ha un effetto Preventivo, ma di Rinforzo Comportamentale. Non si accede a tale utilizzo direttamente \u201cperch\u00e9 fa male\u201d o perch\u00e9 qualcuno, informando malamente il giovane, \u201cgli fa intendere al contrario che quell\u2019azione \u00e8 bella\u201d, e neppure si attua da parte del neo-utilizzatore un\u2019emulazione negativa: \u201cFare il contrario di ci\u00f2 che \u00e8 bene\u201d, ma piuttosto ci si avvicina a tale comportamento alla ricerca di una libert\u00e0, intesa come trasgressione. Tutto ci\u00f2 ci fa comprendere come l\u2019effetto iatrogeno non \u00e8 determinato dalla modalit\u00e0 comunicativa con cui si presentano i danni prodotti dall\u2019utilizzo di una sostanza, ma dalla sua concreta presenza nell\u2019ambiente sociale di riferimento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">4\u2013 Una classificazione di utilizzatori<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si scorgono due modi antitetici di usare una sostanza nociva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1) Chi utilizza una sostanza con una modalit\u00e0 Automatica, che qualcuno definisce sbagliando \u201cda dipendenza fisica\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp; Questo uso non si manifesta come la risposta a un semplice bisogno organico, che s\u2019innesca nel corpo del utilizzatore, ma \u00e8 un Nuovo Bisogno. Nel bisogno organico vero e proprio (fame, sete, sonno) la risposta assume forme diversificate, qui invece no. Questo Nuovo Bisogno avrebbe come motto: \u201cMi manca quel qualcosa che \u00e8 la sostanza e allora la uso\u201d, ma non si esprime a parole, anzi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp; L\u2019utilizzare una sostanza qui \u00e8 un tutt\u2019uno abbastanza indifferenziato e frequente, aldil\u00e0 del come e del dove, anche se risente di limitazioni dovute all\u2019ambiente. Inoltre il ritmo di uso \u00e8 sempre influenzato dal controllo che si vuole\/ si pu\u00f2 instaurare, spesso altalenante, sul comportamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ci troviamo di fronte a una condizione che \u00e8 Irriflessiva e la sostanza diventa una stampella continua nel proprio camminare quotidiano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp; In questi utilizzatori si manifesta per lo pi\u00f9 un livello di Mentalizzazione o Capacit\u00e0 Mentale psicologica bassa (Allen e Fonagy 2008). A domanda diretta sembra che costoro non si siano mai interrogati sul perch\u00e9 del loro usare e neppure della loro possibilit\u00e0 di smettere. Non ci hanno mai provato, al massimo sono stati occasionalmente costretti a farlo. Si pu\u00f2 supporre in costoro uno stato di Alessitimia (4).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp; La relazione fra utilizzatori e sostanza si manifesta sempre in una parte attiva di Craving: \u201cDesidero molto utilizzare una sostanza e lo cerco, perch\u00e9 mi fa star bene\u201d, e una parte astinenziale vera e propria: \u201cQuanto star\u00f2 male se non la uso\u201d. L\u2019opzione attiva da Craving \u00e8 sempre elevata nell\u2019utilizzatore automatico, anche se egli invece tende a confonderla con l\u2019Astinenza. Va ricordato che il Craving non \u00e8 Compulsione, giacch\u00e9 \u00e8 sempre ego-sintonico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2) Chi utilizza una sostanza con una modalit\u00e0 Reattiva, che qualcuno classifica come \u201cda dipendenza psicologica\u201d:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; L\u2019utilizzare una sostanza qui mantiene una dimensione Reattiva ed \u00e8 attuato e si differenzia riguardo a ci\u00f2 che accade nel quotidiano. Si esprime con: \u201cMi \u00e8 successo\/ non mi \u00e8 successo qualcosa, mi sarebbe utile\/ mi merito una dose di sostanza\u201d. La reattivit\u00e0 \u00e8 alle manifestazioni della realt\u00e0 contingente, che innesca un confronto difensivo con ci\u00f2 che si desidera\/ si teme di essere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp; A differenza che nella modalit\u00e0 Automatica, qui prevale la ricerca di una condizione di gratificazione nell\u2019utilizzare una sostanza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il livello di Mentalizzazione qui \u00e8 maggiore, il modo con cui si rappresentano la realt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 evoluto, ma in molti casi fra questi utilizzatori sembra manifestarsi una modalit\u00e0 di Coping Tipo C, caratterizzata da una \u201cscarsa capacit\u00e0 d\u2019espressione dell\u2019aggressivit\u00e0\u201d (Solano 2013). L\u2019aggressivit\u00e0 sembra diretta verso se stessi (rivolgimento verso il S\u00e9) e il rapporto con l\u2019altro \u00e8 sempre segnato da una condizione di sudditanza, dalla ricerca di un momento di fuga gratificante. Una riflessione psico-dinamica, ci fa dire che per costoro l\u2019accettazione di ci\u00f2 che si desidera non pu\u00f2 che essere attuato se non nell\u2019ansia o con preoccupazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019utilizzatore Reattivo sa solitamente perch\u00e9 usa una sostanza nociva, ma non pu\u00f2 farne a meno, perch\u00e9 ha paura di essere diverso se smette: di non piacersi pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">5 \u2013 Un percorso per Non Utilizzare una sostanza nociva<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se \u00e8 pur vero che esistono milioni di utilizzatori di sostanze nocive diversi, quanto fin qui esposto, descrive i due modi antitetici di usarle: uno che si \u00e8 definito Automatico e uno Reattivo, collegati direttamente ad aspetti&nbsp; del modo di essere cognitivo ed emotivo degli individui che li attuano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se cos\u00ec \u00e8, non sono tanto le caratteristiche tipiche dell\u2019azione d\u2019utilizzare una sostanza, o la sostanza d\u2019uso prevalente, che ci consentono di inferire da esse un differente tipo di utilizzatore, bens\u00ec le cause determinanti tale modo e forma di utilizzo sono strutturali nell\u2019individuo e i modi concreti d\u2019uso ne sono l\u2019epifenomeno contingente. Sembra dunque maggiormente utile distinguere fra:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp; a) Chi utilizza una sostanza in una ricerca indifferenziata di \u201cun qualcosa\u201d di cui si sente mancante, in un continuo affaccendarsi finalizzato al recepimento della stessa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp; b)&nbsp; Chi lo fa per gestire l\u2019Ansia attraverso Gratificazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">S\u2019individua cos\u00ec:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp; Un Utilizzatore Automatico, che si presenta come personalit\u00e0 o nella forma Distimica o in quell\u2019Alessitimica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp; Un utilizzatore Reattivo, che invece usa la sostanza per gestire l\u2019Ansia nelle mille e mille occasioni in cui essa si manifesta. L\u2019Ansia che pu\u00f2 essere sia quella di stato, sia quella di tratto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla modalit\u00e0 Reattiva corrisponde un Locus of Control interno, con un\u2019apparente eccessiva responsabilizzazione per la propria salute, che si differenzia dalla modalit\u00e0 Automatica in cui si vede la propria salute delegata ad altre persone (mariti, mogli, amici parenti) o componenti di istituzioni (medici e sanitari in genere).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 vero che l\u2019utilizzatore non si cura, bens\u00ec si cura male. Si vuol bene, ma \u201ca suo modo\u201d. Si cura con un qualcosa che gli far\u00e0 male, ma che \u00e8 per lui piacevole, o che gli d\u00e0 qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fa male, forse \u00e8 necessario che gli faccia male. In questo suo curarsi sembra indispensabile che ci sia \u201cqualcosa di negativo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il trattamento, la cura dell\u2019Utilizzatore di sostanze nocive \u00e8 complesso e implica due momenti:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp; L\u2019individuazione della Storia Emozionale, che ne ha determinato l\u2019uso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp; La riattivazione dei Percorsi emozionali bloccati o interdetti dall\u2019uso della sostanza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il trattamento, per essere efficace, deve prevedere l\u2019analisi e l\u2019intervento sull\u2019insieme complesso delle emozioni che la sostanza nociva gestisce. Vale a dire che, per ottenere una certa efficacia, sar\u00e0 necessario che l\u2019utilizzatore giunga a una comprensione diretta delle emozioni (e delle esperienze che le hanno originate) che il proprio usare la sostanza seda o attiva. La conoscenza di dette esperienze, non sar\u00e0 attuata attraverso un\u2019analisi, ma nel far comprendere come nel quotidiano, nelle circostanze concrete, la sostanza sia usata, cosa essa esponga\/ celi, e quale rappresentazione di s\u00e9 sia manifestata e quale nascosta. L\u2019utilizzatore deve ritrovare un altro non punitivo e neppure idolatrato. L\u2019uscita dall\u2019utilizzo di una sostanza nociva passa quindi da una vera e propria ridefinizione di s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In molti casi ci\u00f2 non \u00e8 possibile, non tanto per la forza chimica della sostanza o dalla Dipendenza che si \u00e8 instaurata, ma perch\u00e9 l\u2019individuo ha difficolt\u00e0 a pensare il cambiamento o addirittura ad accettare un aiuto per metterlo in atto. Egli sembra dire: \u201cNon posso essere che cos\u00ec, non riesco a essere in nessun altro modo!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il vero obiettivo, complesso, nel trattamento \u00e8 riportare l\u2019utilizzatore alla condizione desiderante. \u201cSiamo allora passati dal bisogno dell\u2019altro (infantile, istintivo, patologico) al desiderio per l\u2019altro, il che significa un desiderare con l\u2019altro\u201d. Cos\u00ec ci dice L. Irigaray (AAVV 2002). Nel trattamento bisogna rimettere in essere il desiderare.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:100px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Bibliografia<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">AAVV, Senza il bacio del Principe, Ceis e RER, 2002<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allen J.G. e Fonagy P. (a cura di), La mentalizzazione, Il Mulino, 2008<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Braudel F., Civilt\u00e0 materiale, economia e capitalismo (ed. orig. 1980), Einaudi, 1993<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Solano L., Fra mente e corpo, R. Cortina, 2013<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Note<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(1) In questi ultimi anni si \u00e8 assistito a un allontanarsi dall\u2019uso di Eroina iniettata (che per\u00f2 ora sta riemergendo come fumata o sniffata) per avvicinarsi al consumo d\u2019altre sostanze naturali o di sintesi, proibite dalla legislazione vigente, in grado ugualmente di produrre modificazioni dello stato di coscienza: stimolanti (Anfetamine o MDMA), Cocaina, Allucinogeni e Cannabinoidi in tutte le forme, anche innovative. Si possono individuare fra le possibili sostanze anche molti medicinali, come le Benzodiazepine, con funzione ansiolitica, gli Antidepressivi, gli Analgesici e Antidolorifici (tutti medicinali prescritti anche dagli stessi medici) o anche farmaci di utilizzo veterinario come la Ketamina. Un ulteriore a parte, riguarda quanto si pu\u00f2 riferire agli steroidi e alle sostanze atte a migliorare rapidamente le prestazioni agonistiche o sportive in genere. L\u2019alcol, anche a fronte dell\u2019inasprirsi della normativa sull\u2019uso di sostanze stupefacenti, \u00e8 e resta la maggiore sostanza nociva d\u2019abuso non solo fra i giovani, ma in tutte le altre fasce sociali e generazionali. Ci\u00f2 \u00e8 connesso alla sua facile reperibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(2) Il Gioco d\u2019azzardo, gli Acquisti compulsivi, la Dipendenza da Internet, il Sesso compulsivo etc.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(3) Anche se questo pu\u00f2 essere un primo obiettivo del trattamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(4) L\u2019Alessitimia \u00e8 un costrutto psicologico che soddisfa i seguenti 4 criteri: 1)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019uomo si veste, si nutre, alloggia perch\u00e9 non pu\u00f2 fare altrimenti; ma detto questo, potrebbe nutrirsi, alloggiarsi, vestirsi diversamente da quello che fa. 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